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Anzi ottima. Super soddisfazione dal nostro primo grande evento. E' stata soprattutto una grande sfida, vuoi per la data di calendario, per il meteo, per la coincidenza, causa rinvii post pandemia di numerose gare. Chi ha avuto fiducia in noi ci ha ripagato con tanti complimenti che ci danno la carica per organizzarci ancora al meglio per la prossima stagione. Ma nessuna parola può compensare il grande lavoro di chi ha creduto in questa manifestazione ed ha fornito a suo modo un supporto manuale, materiale ed economico. E' ovvio che senza le braccia, il tempo ed anche il portafoglio dei nostri amici non eravamo certo a raccogliere la soddisfazione di questa bella iniziativa. Ma veniamo al mattino della gara. Va detto che la fortuna aiuta gli audaci, infatti la bassa temperatura del mattino è stata mitigata da una limpidissima giornata di sole che ha stemperato lo specchio di lago antistante a Tuoro Beach. L'acqua certamente non ha raggiunto valori ottimali, ma quasi tutti hanno confermato che la frazione nuoto non è stata niente di impossibile. Anche il percorso bici che si snodava tra oliveti e panorami del lago ha riscosso molta soddisfazione nei partecipanti. Per la corsa è stato scelto il

La brezza del mattino presto sul Lago di Campotosto, il silenzio della valle dominata dal Gran Sasso guardiano maestoso, non lasciano presagire le ore successive di questa lunga, anzi lunghissima giornata dei nostri atleti. La pratica del nuoto viene archiviata con i tempi soliti delle gare top, nessuno pare risparmiarsi, anzi il miglior tempo della frazione swim è appannaggio di una delle tre atlete in gara. Maramotti Fabia se ne esce dall'acqua addirittura solo dopo un ora secca (1:00:35), un ottima premessa che la porterà a terminare la gara in una splendida nona posizione. Il nostro Alessio, come dovrebbe essere in queste gare, fa il "ragioniere" ed approccia la frazione bici con una giusta dose di forze. Il dislivello positivo è addirittura di 4350 metri, non si può assolutamente far cazzate. Il percorso si snoda in posti fantastici: Assergi, Castel del Monte, Calascio con la sua Rocca , già location di molti films famosi e poi la Piana (si fa per dire

Ben 21 ore di pioggia quasi ininterrotta hanno reso il campo di gara di Scanno un vero inferno. La prova del circuito XTerra è già considerata come la più tecnica e difficile dell'intero circuito europeo, ma la pioggia incessantemente caduta per tutta la prova MTB ha reso ancora più complicato il percorso che si è presto trasformato in un mare di fango. Numerosi sono stati i ritiri dovuti a cadute o a guasti alla bici. Ma al di la di tutto Scanno rappresenta comunque una gara epica. Un contesto bellissimo formato non solamente dal lago con acque fresche e cristalline ma contraddistinto anche dalla spettacolarità dei trail nei boschi circostanti. Il percorso "full" è una gara che non si improvvisa; soprattutto il percorso bici ha pendenze veramente importanti e tutt'altro che estemporanee. Occorre gestire la gara sempre attenti a non "far cuocere" le gambe perché il trail successivo da percorrere a piedi rivela insidie che se non percorse con la necessaria lucidità mentale può diventare pericoloso. Fra tutte il segmento denominato "La Bestia" così chiamato perché molti, per superare la pendenza, lo percorrono addirittura a "quattro zampe". VIS Cortona Promotech era presente con cinque atleti, tutti non nuovi ad un esperienza

Il nostro Simone Cavallini in arte "Kiko" è Ironman. Nel difficilissimo campo di gara di Lanzarote, l'atleta perugino, sabato 3 luglio, si è laureato Ironman. Una gara difficile già dalla frazione nuoto dove la "tonnara" iniziale ha riservato qualche colpo di troppo facendo temere addirittura per il ritiro. Ma Simone, è proprio il caso di dirlo, regge botta. Riesce a partire per la frazione bici, ma il vento è subito il protagonista principale della prova, gran parte del percorso è sferzato da violente raffiche provenienti dall'Oceano Atlantico. Solo nei segmenti di montagna il vento si calma ma inizia la salita. Una salita vera che a fine gara assommerà ad oltre 2500 metri di dislivello positivo, altimetrie proprie di tapponi alpini. La crudezza del percorso pone qualche difficoltà di troppo ad Alessandro Jovine che ha accompagnato Simone nell'impresa. Purtroppo per lui, ma con il ritardo ai "cancelli" gli viene preclusa la possibilità di proseguire la competizione. Peccato. Per Simone la gara continua e con un buon passo. Archivia i 180 chilometri della bici in 8 ore e 40. La media di 21,4 è discreta, considerato il dislivello ed il vento implacabile. Sono le 6 del pomeriggio ed inizia quella che